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Giacomo Rutili

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Giacomo Rutili

La crescita di Google+

18 maggio 2013, Scritto da , category Google+

Google plusGoogle+, il social network di Google che proprio in questi giorni ha subito un restyling molto importante, continua a crescere. E’ sotto gli occhi di tutti. O, almeno, di tutti quelli che lo frequentano con una certa regolarità.

In questo post, tuttavia, non voglio citare i numeri a sostengono di questa mia affermazione, non voglio riportare quanti utenti sono registrati e quanti lo utilizzano più di una volta al giorno, né voglio azzardarmi a dimostrare che Google+ ha superato Twitter per numero di utenti attivi ed è, di fatto, il secondo social network più “popolato” al mondo. Per questi dati ci sono già decine di fonti che ne hanno scritto a fiumi, per non parlare dell’ovvietà derivante dal fatto che ogni smartphone Android venduto richieda un account Google, con tutto ciò che comporta.

In questo post voglio parlare di un’altra crescita, a parer mio molto più importante: mi riferisco alla crescita qualitativa dei contenuti.


Una precisazione: in questa valutazione non ho preso in considerazione ciò che è presente nei temi caldi (per i quali ogni mondo social è paese) ma solo ciò che vedo pubblicato dai contatti che ho “accerchiato”.

Dunque, vengo al punto.
Recentemente ho notato più varietà e qualità nei post condivisi, come a dimostrare una maggior confidenza ed una maggiore intimità nei riguardi di questa piattaforma sociale e verso chi la frequenta.

Me ne sono reso conto proprio quando ho riscontrato che, oltre ai soliti post di natura tecnica, da smanettoni informatici (le mie cerchie, tendenzialmente, sono caratterizzate da persone che parlano di tecnologia, web, motori di ricerca, sviluppo web etc), si stanno diffondendo contenuti “trasversali”, che riguardano, cioè, anche la sfera privata.

Non è più così raro, infatti, trovare condivisioni sulla corsa appena fatta (grazie alla nota app per runner), esternazioni sulla politica, pubblicazioni di foto di cene, cibi ed animali domestici. Per non parlare dei video musicali, dei film appena visti fino ai racconti di come si è trascorsa la giornata e compagnia bella.

In sostanza, parte dei contenuti più riservati, che prima erano quasi un’esclusiva di Facebook, adesso stanno “contaminando” anche Google+.

Tutto questo, a mio avviso, testimonia una crescita di consapevolezza e fiducia da parte di chi, inizialmente, utilizzava Google+ soltanto per curiosità, o per dovere (dico bene, amici SEO?), e meno per raccontarsi.

Questa affinità, che per molto tempo è mancata agli utenti di Google+, è ciò che farà da traino per una maggiore affermazione, fino alla definitiva consacrazione, di questo social network.

  • Ciao Giacomo.
    Se noi che siamo sempre (o perlomeno io) su Google+ ci rendiamo conto della sua evoluzione/crescita pensa dall’esterno il fenomeno come viene visto; è come se frequentassi ogni giorno una persona che in qualcosa cambia poco e non mi rendo conto(o poco me ne rendo), mentre l’esterno che non vede da tempo la persona, sbalordito fa i complimenti.
    Ecco, questo è G+ !
    Approdai su G+ dai tempi dei tempi. Da quando Google pensò di ideare un Social.
    Ovviamente agli inizi stavo in disparte, non sapevo come orientarmi nè chi conoscere.
    Effettivamente quasi nessuno c’era rispetto alla marea di gente assurda (e conoscente) che c’è su FB.
    Poi però, pian piano, ho capito che G+ era una fonte sia di conoscenza che di professionalità.
    Aprivo G+ e scrivevo di web dev, aprivo FB e parlavo di minchiate. Pian piano la cosa cambiò in me grazie a G+.
    Oggi mi ritrovo solo su G+, interagisco con diverse persone sia in ambito lavorativo che ricreativo.
    Utilizzo le community come non mai.
    Ho trovato validi collaboratori e consiglieri (per esempio ti conobbi proprio su G+).
    Mi metto pure a condividere foto personale.
    Cmq, torno su G+ che già mi manca…

    Al

    • Alfred, quoto ogni parola del tuo commento. Del resto è così che ci siamo “conosciuti”.

      Così come per Twiter, su G+ si fanno conoscenze partendo dagli interessi e non soltanto dai rapporti di amicizia precostituiti.

      La ritengo una delle più belle caratteristiche di questo social, perché consente di avvicinarti a tuoi simili ed invita a comportarsi in maniera più garbata (giusto per evitare brutte figure).

      Inoltre, potendo filtrare per interessi, è molto più semplice tenere pulito il flusso di contenuti.
      La spazzatura, a meno che non la si va a cercare tra i temi caldi, resta fuori dal proprio profilo.
      Così come l’assenza di giochi, di app e di notifiche inutili, mantiene bassissimo il rumore.