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Giacomo Rutili

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Giacomo Rutili

tre questioni irrisolte in ambito SEO

11 gennaio 2011, Scritto da , category Search, SEO, Serp

domanda intervento Anche se ho già parlato in precedenza della mia partecipazione agli ultimi convegni in ambito SEO e Web Marketing, voglio tornare sull’argomento per quanto riguarda, questa volta, alcune domande che ho posto durante il dibattito a fine corso, le cui risposte non mi hanno colpito durante. Vediamo quali.

Prima questione (Madri SEO Experience 2009)

D: Come è possibile continuare a parlare di SEO e SERP se Google, con le serp personalizzate (discusso anche nel forum GT), ha, di fatto, cambiato le logiche che riguardano il posizionamento? Come posso convincere un cliente della bontà del mio operato e della fedeltà dei suoi risultati se questi cambiano in base alle preferenze di navigazione?

R: Google ha attivato questa funzione soltanto per gli utenti con account GMail già loggati il che vuol dire una piccola fetta del totale.

Devo dire che questa risposta, riassunta brutalmente in un “è un problema per pochi, possiamo fregarcene”, non mi ha convinto granché. Addirittura,  pochi giorni dopo quella domanda, Google ha avvalato le mie perplessità, aprendo a tutti gli utenti, loggati con Gmail e non, le serp personalizzate.

Seconda questione (Madri Convegno SEO 2010)

D: Visto che la massa degli utenti adoperano Google come homepage del proprio browser e da lì fanno partire la loro navigazione, usando la casella di ricerca come fosse la barra degli indirizzi del browser, e visto che ad oggi Facebook è cresciuto al punto da essere la homepage predefinita di moltissime persone che, oltretutto, adoperano la casella di ricerca di come fosse la barra degli indirizzi del browser (cambia la piattaforma ma gli utonti rimangono tali), dobbiamo iniziare a pensare a dover fare SEO all’interno di facebook? In tal caso come e con quali strumenti? E’ possibile che nel giro di 12 mesi Google venga -almeno parzialmente- spodestato dal trono di motore di ricerca per eccellenza? Vista anche l’integrazione con Bing, quanto è probabile che il motore di ricerca interno di Facebook diventi, nell’immaginario collettivo e nella pratica, il motore di ricerca predefinito degli utenti?

R: La qualità del motore interno di Facebook, nonostante l’integrazione con Bing, non è ancora minimamente paragonabile a Google. Per avvenire ciò che ho ipotizzato occorre ancora molto lavoro da parte del social network ed in questo tempo Google saprà continuare il suo processo di miglioria ed innovazione.

La risposta, anche in questo caso, non mi è parsa esaustiva e non mi ha convinto.

Terza questione (V Convegno SEO GT 2010)

D: Google è sempre più presente nella vita di tutti i giorni grazie ai suoi servizi quali: Maps, Street view, AdSense, AdWord, Search, Docs, Android, Analytics, Gmail, Latitude, Buzz.
Molte aziende (testate giornalistiche ed il settore dell’editoria in particolare), ma anche intere nazioni (Francia in primis, ma anche Cina e Germania), stanno vedendo con sempre maggior diffidenza e paura il sistema di raccolta dati di Google, la discutibile attenzione alla privacy, il monopolio di facto per quanto riguarda la search e la raccolta pubblicitaria online, così come l’eccesso di informazioni in suo possesso.
Credete possibile che possa accadere uno smembramento della società, qualcosa simile a quanto accaduto all’epoca per Microsoft (o, in Italia, per Telecom)? Credete possibile azioni/sanzioni dall’antitrust dei vari paesi? E’ ipotizzabile uno scenario in cui Google venga “spodestato” o comunque limitato forzatamente grazie a legislature contro o barriere d’ingresso? Pensate possa essere plausibile che, in caso di dubbi sull’imparzialità dei risultati delle search e sulla trasparenza e sicurezza sul trattamento dei dati, l’utenza abbandoni abbandoni BigG?

R: Google è quel che è perché offre servizi che funzionano, bene, meglio di tutti gli altri e la concorrenza non è ancora attrezzata per contrastarlo. Il libero mercato e la qualità dei servizi fa si che questo non è e non sarà ipotizzabile per ancora diverso tempo. L’utente ha sempre la possibilità di scegliere quale servizio adoperare in base a quello che ritiene migliore.

Come dire: gli utenti scelgono un servizio perché è il migliore. Ok, vero, e sono il primo a riconoscerlo ma io presupponevo una crisi di Google forzata dall’esterno, dove non il libero mercato e la qualità dei servizi fosse centrale per il successo del colosso ma precise scelte politiche e “dazi doganali”. Di fronte a questo, nonostante una concorrenza attrezzata ma non fortissima, IMHO gli scenari potrebbero cambiare.

Un articolo molto interessante, a tal proposito, l’ho letto recentemente sull’ottimo blog di Luca De Biase, blogger, giornalista del Sole 24 ore e non solo.