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Giacomo Rutili

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Giacomo Rutili

un modello di business 2.0: il caso di Opera Software

18 gennaio 2011, Scritto da , category Browser, marketing, Opera

Opera logoDa utilizzatore di lungo corso del browser Opera mi sono spesso posto (o mi è stato chiesto) il quesito: come può una software house, relativamente piccola come Opera Software, sopravvivere in un mercato ultracompetitivo come quello dei browser dove i competitor sono colossi quali Microsoft (con Internet Explorer), Google (con Chrome), Mozilla foundation (con Firefox) ed Apple (con Safari)?
Come è possibile che un software così di nicchia, non open source, distribuito gratuitamente (ma solo dalla versione 8.5 in poi), riesca a monetizzare il proprio operato?

Ebbene, dopo tanto è la stessa casa norvegese che, in un post sul suo blog, si mette a nudo e parla del suo modello di business affermando, tra l’altro, che questa è la loro domanda più frequentemente posta di sempre.

Dunque: il modello di business adottato da Opera è abbastanza complesso e non spiegabile in tre righe comunque, sostanzialmente, si basa sul concetto di revenue (le provvigioni, per dirla all’italiana).

In pratica Opera beneficia di due differenti tipologie di revenue:

  1. Per il market su internet, Opera riceve provvigioni provenienti da un mix tra le tasse di ingegneria del software, la manutenzione e parti di reddito provenienti dalle vendite. Il ritorno economico, ovviamente, varia da contratto a contratto. Questo modello rappresenta la principale fonte di introiti.
  2. Per il mercato desktop, il reddito deriva dalla diffusione dei prodotti free con la compartecipazione dei partner. L’esempio che Opera fornisce è lo stesso modello di business adottato per anni da Firefox, ovvero, la retribuzione per mezzo di ricerche con un particolare motore di ricerca (per Firefox fu Google). Opera afferma che diversi motori di ricerca effettuano i pagamenti per le ricerche che gli utenti di Opera effettuano tramite browser. Questa rappresenta la principale fonte di introiti per quanto riguarda la piattaforma desktop del browser (ma anche per quello mobile).

IMHO questo spiega anche il recente accordo con Microsoft che ha, di fatto, influenzato la scelta di default del motore di ricerca predefinito di Opera: inizialmente, infatti, il motore di ricerca predefinito era Google, poi è diventato Ask (fino a che non è fallita) ed adesso è Bing, che, come tutti sappiamo, è in costante ricerca di visibilità.