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Giacomo Rutili

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Giacomo Rutili

Influenza A, panico, panini e marketing

25 luglio 2010, Scritto da , category marketing

Qualche giorno fa, di ritorno dal Drupal Camp a Crema, durante una sosta in autostrada mi sono imbattuto, se così si può dire, in quello che, lì per lì, mi è sembrato l’inizio di un nuovo cambiamento dei tempi.

Dopo aver ritirato lo scontrino per il mio solito panino bufalina (per me alternabile solo con il capri), sono andato al bancone per ritirare la cena. Fin qui, nulla di strano, se non che, in bella evidenza, proprio davanti all’erogatore delle bibite, a fianco al bancone dei cibi, ho trovato esposte due torrette di prodotti che non mi sarei mai aspettato di trovare fino a qualche mese fa:

  • il gel per la pulizia delle mani (non ricordo la marca)
  • amuchina tascabile per disinfettare

Ora… so bene che negli Autogrill ormai si trova di tutto, però, secondo me, questa cosa non va presa come l’ennesimo prodotto messo in commercio tramite stazioni di servizio quanto come un primo segno di ennesimo cambiamento dei tempi.

Immagino non sia difficile ricordare il tam tam mediatico che c’è stato nei mesi scorsi relativamente alla influenza A (H1N1) ed il conseguente allarmismo (mi ricordava tanto la vecchia guerra agli acari 😀 ), così come non è difficile trovare fonti che parlano del flop del vaccino. A fronte di acquisti (statali, quindi fatti con i soldi nostri) di svariati milioni di euro (mi pare una quarantina) di vaccini, mi pare di ricordare che meno del 10% poi alla fine si è veramente vaccinato. La cosa buffa è che i medici sono stati tra i primi a pronunciarsi contro questo vaccino, banalizzando l’influenza ad una “normale” febbre stagionale.

Bene, numeri (più o meno errati) a parte, mi preme concludere l’articolo riallacciandomi al titolo del post nel quale facevo abbinavo l’influenza A al marketing.

Il fatto di aver trovato prodotti sterilizzanti per mani proprio in un posto di ristorazione, proprio mentre stai per avvicinarti ad un panino (da mangiare, guarda caso, con le mani e senza posate), in un posto tradizionalmente poco pulito (magari hai appena fatto benzina o sei appena stato nella toilette pubblica) e molto frequentatomi è sembrato un gran colpo di genio da parte dei responsabili del marketing delle due aziende sopra (non) citate.

E’ stata trovata la paura, è stato creato un bisogno ed è stata dedotta la soluzione commerciale.

Infine… Giusto stasera, per riprendere la prima frase, ho visto per la prima volta una pubblicità, questa volta in TV, di una tipa che, camminando per strada con le mani probabilmente sporcate da un nonsisabenechecosa, sente l’esigenza di lavarsi le mani prima di andare ad un appuntamento. Essendo in giro, di fretta e senza bagni pubblici a portata… di mano 🙂 opta per utilizzare una magnifico prodotto tipo gel spalmabile da mettere sulle mani per sterilizzarle senza bisogno d’acqua, salviette o che altro.

Ed ora, per concludere, che si dia inizio una nuova campagna mediatica che amplifichi le paranoie per le mani pulite!