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Giacomo Rutili

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Giacomo Rutili

Google Wave fa Spash

5 agosto 2010, Scritto da , category Google, Wave

Google Wave

E’ solo di poche ore fa la notizia ma già ha fatto il giro dei principali siti di informazione, tra i quali Repubblica e Punto Informatico: Google abbandona il progetto Google Wave.

Come in molti sapranno già, Google Wave era una web application nata per venire incontro principalmente ai lavori in team. Nelle intenzioni di Google avrebbe dovuto rimpiazzare i nostri abituali strumenti di comunicazione, quali chat, email e social network, convergendo tali servizi in una unica piattaforma atta alla condivisione, in tempo reale, di materiale, foto, documenti, opinioni etc. In teoria una vera manna per fare brain storming o per organizzare eventi o, comunque, per andare incontro a tutte le esigenze dei “lavori di gruppo”.

I dati, però, nonostante un avvio in pompa magna (con video di presentazione di circa un’ora, ridotto poi a 10 minuti sperando di farlo “digerire meglio”) non sono mai stati dalla parte di questo nuovo strumento che, lo ricordiamo, funzionava via browser -sebbene potesse interagire anche con il desktop tramite drag’n’drop – e funzionava principalmente con Safari, Chrome e Firefox (nonostante anche con Opera si riuscisse ugualmente ad usare).

E allora, se era così “cool”, se era così utile e così avveniristica, perché non è decollata?Personalmente l’ho provato per qualche tempo ma, ammetto, mi dovevo ricordare di averlo abilitato, mi dovevo ricordare che era fuori dal mio solito contesto lavorativo, non era tra i miei preferiti (!),  non avevo molti utenti con cui condividere le informazioni e, quindi, l’ho progressivamente accantonato.

Oggi, dopo mesi che non lo riaprivo, stimolato dalle notizie circa il suo abbandono, sono tornato a vedere cosa avevo dentro wave. Bene, c’era una serie di wave, appunto, piene di frasi tipo “test”, “prova”, “ma come funziona sto coso” e via dicendo. Ovviamente le frasi non erano tutte mie. Evidentemente questo software aveva creato più incomprensione e grattacapi che altro.

Ecco, qui sta, a mio avviso, il punto.
Google Wave, nonostante il forte rischio di concorrenza interna (VS Gmail), era stato presentato come la killer application della posta elettronica. Doveva essere, nelle intenzioni, il software del futuro, quello che avrebbe mandato in pensione per sempre la cara vecchia email… ma… ma non era versatile e comoda, accessibile e riservata come la email.
Prima di tutto non era gestibile da dispositivi mobili (e questo, ad oggi, è un grosso limite, già risolto e, anzi, sfruttato come rilancio dai principali social network quali Twitter e Facebook), inoltre non era accessibile a tutti i browser (e vallo un po’ a spiegare a quel 60% e passa di utenti che ancora utilizzano Internet Explorer?) inoltre faceva, IMHO, persino troppe cose rendendo il flusso di lavoro caotico, a rischio d’errore e di condivisione errata (quindi zero privacy) delle informazioni.

In pratica era, probabilmente, semplicemente “troppo”: era troppo pesante e bisognoso di risorse (sia di hardware che di rete che di software), era troppo caotico (e con un interfaccia per lungo tempo buggata), non era a “prova d’utonto” (stranamente, visto che Google ha sempre primeggiato in quanto a GUI e semplicità d’uso dei suoi software) ed era, secondo me, troppo invasivo e poco intuitivo (il fatto che ci fosse bisogno di un’ora di video per capirne il concetto e poi il funzionamento avrebbe dovuto mettere in guardia quelli del marketing di BigG)

Insomma… dopo un avvio discreto (un milione di utenti, ciascuno proprietario di un “bonus” di 8 inviti per poter “diffondere” l’onda ) e dopo aver toccato quota 5 milioni, il software ha inesorabilmente iniziato il suo declino (inteso come abbandono da parte degli utilizzatori) finendo, è proprio il caso di dirlo, per fare un bel buco nell’acqua.

E voi, l’avete provato? Che idea vi siete fatti? Pensate che possa essere “riciclato” in qualche nuova variante (le intenzioni di BigG sembrano quelle di “portarlo” sul nuovo social network -Google Me- in cantiere da qualche mese)? O pensate che sia fallito soltanto perché troppo “avanti” nei tempi?

Secondo voi abbiamo ancora bisogno (e se si, per quanto ancora?) della nostra vecchia cara email o verrà soppiantata definitivamente dai social network e dagli sms appena il traffico internet tramite smartphone arriverà a qualità e cifre sensate?