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Giacomo Rutili

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Giacomo Rutili

Gratta e vinci?

25 luglio 2010, Scritto da , category Generica

gratta e vinci

Giusto stamani mattina, mentre acquistavo sigarette da un tabacchino, mi sono trovato davanti al mio frequente dilemma circa l’acquisto di un biglietto del “Gratta e Vinci”.

Compro? Non compro?

Se compro e poi perdo? Ma se compro e poi vinco?

Di certo se non compro, non vinco.

Ecco, con questa ultima frase (ripetuta come slogan “se non giochi” -altra parola magica che nasconde il concetto di spesa- “non vinci”) i copywriter sono riusciti a far breccia nella testa delle persone, me compreso.

Tendenzialmente non acquisto mai biglietti tipo “gratta e vinci”, non gioco mai alla Snai, non gioco al Totocalcio, al Superenalotto nè al nuovo -seppur interessante- Win for life perchè tanto so che perderò e che i soldi spesi in questo genere di acquisti sono soldi buttati (e regalati allo stato sotto forma di autotassazione).

La probabilità, si sa, non perdona, è oggettiva e non guarda in faccia a nessuno e, soprattutto, non aiuta a vincere… Ed è a seguito di questa riflessione che mi sono domandato: se ci dev’essere trasparenza ed attinenza tra il prodotto venduto ed il nome del prodotto (es: non potrò vendere l’acqua non potabile con nome “acqua potabile”) al fine di non ingannare il consumatore, perché questa regola non deve valere anche per questi “prodotti”? Non sarebbe più corretto chiamarli “gratta e perdi”, “gratta e forse vinci”, “gratta e vinci?” o, meglio ancora, “gratta ma non vinci”?