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Giacomo Rutili

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Giacomo Rutili

equo (s)compenso

25 luglio 2010, Scritto da , category Generica

Ieri ho letto un articolo di Guido Scorza, poi ripreso anche da Repubblica e da Punto Informatico, circa la nuova imposta su (tutti!) i dispositivi di storage necessaria, a detta loro, per bilanciare gli scompensi che la pirateria comporta nel mercato musicale e cinematografico e quindi, ancora più in soldoni, per la SIAE e, in particolare, per quegli artisti che rientrano nella lista dei maggiori venditori (non entro nel merito della ripartizione dei diritti siae per gli artisti perché ci sarebbe da parlare per ore).

In pratica il 30 dicembre -giorno in cui tradizionalmente l’attenzione dei media e delle persone normali è altrove-, è stato approvato un decreto che:

“aggiorna ed estende, a livelli inauditi in Europa, il cosiddetto “equo compenso”: una somma che i produttori di beni tecnologici devono versare a Siae, a “compenso” della copia privata. Cioè del fatto che l’utente può usare quelle tecnologie per fare un (legittima) copia personale di cd e film acquistati.”

Questo equo compenso era già stato introdotto un anno fa sui cd, dvd e masterizzatori (avete notato quanto è diventato il costo di un DVD da 4,7GB? Nel giro di pochi mesi si è passati dai 90 centesimi ad 1,7 euro!) e mi aveva fatto alquanto irritare dal momento che il mio utilizzo di supporti di archiviazione dati non è ai fini di conservare copie pirata di musica e film ma per copie di backup dei miei lavori, documenti, fatture e, non per ultimo, per il mio vasto archivio di foto digitali immagazzinate dal 2002 ad oggi.

Questa sovrattassa, nelle mie già vuote tasche, ha portato ad un raddoppio della spesa per questi supporti. Ma mi è necessaria, quindi sono costretto a spenderla.

La cosa incredibile è che adesso questa nuova tassa è stata estesa anche ai prodotti quali hard disk, memorie usb, telefoni cellulari (!!!), hard disk dei decoder etc etc.

La tassa è calcolata in centesimi di euro moltiplicati i GB di dati. Ora, considerando che gli attuali hard disk sono nell’ordine dei 250GB, è facile fare due conti e vedere che, per esempio, se attualmente un hard disk da 250 euro costa mediamente 60 euro, dopo questa imposizione lo stesso prodotto costerà 60 + (1 cent * 250) = 25 euro in più! (ho ipotizzato 1 cent come incremento-tipo, in realtà, se andate a spulciare il documento del governo, disponibile qui, vi accorgerete che esistono incrementi assai maggiori come, per esempio, nel caso del blue ray dove ogni 25GB si verifica un aumento di ben 41 centesimi, pari, cioè, ad un +1,64 cent/GB!)

Naturalmente i produttori di hardware, di certo non contenti di questo scherzetto, su chi pensate che riverseranno questo sovrapprezzo?

 

Grazie SIAE, grazie. Grazie SIAE, graaazieeee.

Grazie Governo, grazie. Grazie Governo, graaazieee.