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Giacomo Rutili

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Giacomo Rutili

Opera browser passa a WebKit, una scelta che approvo a metà.

8 marzo 2013, Scritto da , category Opera

Chi mi conosce, così come chi mi segue su web, certamente saprà qual’è la mia preferenza in fatto di browser.

Le motivazioni sul perché, da sempre, abbia scelto Opera come browser preferito non le riporto, per non tediarvi, tuttavia voglio fare le mie considerazioni riguardo la recente notizia dell’imminente passaggio dall’engine Presto, sviluppato internamente, a WebKit, il popolare motore di rendering open source che “spinge” browser più diffusi, quali Safari, di Apple, e Chrome, di Google

Premesse

Opera webkit

Parto da questa considerazione: Opera è, da sempre, la nicchia della nicchia dei browser. Il suo market share, inutile starcela a raccontare, rasenta il ridicolo.

Ma io amo questo browser.

E se c’è un modo per farlo uscire dalla nicchia, posso essere soltanto contento. E lo affermo in doppia veste, di utilizzatore e di sviluppatore web.

La realtà attuale era, di fatto, la seguente: gli sviluppatori, consapevoli del basso market share di Opera, non lo prendono in considerazione per testare i siti web. Non lo facevano prima, con il risultato che spesso alcuni siti avessero problemi di rendering (e la conseguente -errata- lamentela nei confronti del browser), e non lo fanno adesso, visto che ottimizzano tutto per il sempre più diffuso webkit o, al limite, per Gecko (utilizzato da Firefox).

In effetti, da questo punto di vista, anche Trident (motore di Internet Explorer) non se la sta passando tanto bene, ma resiste. Per forza di cose. E’ ancora il browser più diffuso.

Insomma, l’impatto di Opera nella storia recente del web è sempre stato trascurabile (lo so, lo so, non è vero! ha introdotto le tab per primo, il turbo, lo speed dial, il torrent, le personalizzazioni etc etc).

Anche adesso, dopo anni di storia, e dopo l’introduzione del balloot screen (fonte di controverse interpretazioni della legge antitrust contro Microsoft) su tutti i sistemi operativi Windows, stenta a raggiungere il 2% del market share. Un po’ meglio, invece, è andata sul mobile, dove, da sempre, ha presidiato, in maniera egregia, tutte le piattaforme software (da Windows CE a Symbian, da iOS ad Android, fino a Black Berry e Windows Phone) e dove è riuscita a totalizzare un 12% di quota mercato, sommando Opera Mobile ad Opera Mini.

Se a questo aggiungiamo che, a livello mediatico, in questi anni ha contato zero, se non quando è diventata il browser predefinito sulla Nintendo Wii, quando ha lottato per avere il ballott screen su Windows e, recentemente, quando è stata associata a Facebook in vista di una futura (probabile?) acquisizione da parte del social in blu, ecco fatto che il destino di Opera, da sempre incerto, stava diventando sempre più grigio. Per non dire nero.

E quindi, cosa ne penso della scelta di passare a Webkit?

The Good

the good

A pelle, anzi, di pancia come si suol dire ultimamente, la vedo un’ottima decisione! Addirittura me la auguravo già un anno fa (non l’ho scritto da nessuna parte, ma dovete fidarvi 🙂

La auspicavo da utilizzatore, perché avrei beneficiato di maggiori performance nell’utilizzo di siti molto spinti in fatto di javascript (vedi tutti i servizi di Google, oltre ai social network più noti), di maggior compatibilità con i siti ottimizzati per questo motore di rendering e di cicli di sviluppo più rapidi.

E mi sarei sentito meno solo! Ed avrei resistito alla tentazione continua di migrare verso Chrome, browser che non amo particolarmente per via dell’interfaccia che non mi ha mai convinto, dell’eccessivo consumo di ram e di alcune cosine tutte mie.

Che ci volete fare, la forza dell’abitudine.

Ma auspicavo questa scelta anche da sviluppatore perché, inutile negarlo, avrei avuto un browser in meno da testare, meno correzioni, aggiustamenti e tribolazioni varie. Un bel risparmio di tempo.

The Ugly

the ugly

Al di là dei benefici sopra riportati, rimango dispiaciuto per alcuni fattori:

  • un team di sviluppo intero si è “congedato” dall’azienda (i 92 sviluppatori che lavoravano a Presto). E questo non è mai un bene
  • Presto erano un ottimo engine: aveva un ottima aderenza agli standard del W3C, performance di tutto rispetto, ridotto ingombro di memoria ram e rappresentava comunque una valida alternativa.
  • Si andrà ad uniformare il web, così come è stato a cavallo tra gli anni novanta ed il duemila, dove tutto era in mano ad Internet Explorer ed il 90% dei siti erano ottimizzati per quel browser
  • sono rimasto deluso dagli sviluppatori web: incoerenti.

Mi spiego: dopo anni di lotta ai siti ottimizzati per un solo browser, dopo banner, campagne più o meno virali atte a screditare il popolare browser di mamma Microsoft, i developer sembrano essersi dimenticati di tutto ciò, al punto da adottare un comportamento analogo, ma a vantaggio di un altro motore di rendering, Webkit.

Mentre dieci anni fa si ottimizzavano i siti web per renderli ottimali se visualizzati con Internet Explorer, fregandosene della concorrenza (Opera e Netscape), adesso è tornata la tendenza a sviluppare quasi esclusivamente per un unico engine (nello specifico, Webkit), a costo di non rispettare gli standard definiti dal W3C.

Se avete un minimo di competenza mista a curiosità, noterete, infatti, che moltissimi siti in versione mobile, così come in versione desktop, adottano soluzioni stilistiche ad esclusivo uso e consumo del motore webkit.

Al di là dell’evidente differenza di rendering, è sufficiente aprire il codice sorgente, ispezionare il foglio di stile e scovare una diffusione sempre maggiore di regole (anche già standardizzate dal W3C, tra l’altro) ottimizzate per il solo Webkit.

Questa cosa mi irrita, da sempre. E non poco.
E’ pigrizia. E’ discriminazione. E’ ignoranza.

Mi sembra di tornare agli “anni bui” in cui a fare da padrone era un solo soggetto: Internet Explorer.

Le conseguenze negative di quell’approccio scellerato, sono ancora sotto gli occhi di tutti. Siti ancora inguardabili a causa di ottimizzazioni espressamente riservate ad un unico motore di rendering, sviluppatori che non sanno far bene il loro mestiere, non rispettando gli standard, siti renderizzati male su dispositivi diversi etc. etc.

 

Le immagini sono state prese dal web, e sono di proprietà di Rob Word, che ringrazio nonostante non abbia la più pallida idea di chi sia 😉

    • olé! lo faranno per avere un qualcosa di proprietario ancora più performante con le proprie app. E magari, closed.

      • Raf

        Non sono sicuro che succeda… Blink è annunciato come un fork opensource e sembra che anche Opera passi a Blink

        • Grazie per la precisazione, Raf, ho letto proprio stamani la stessa notizia 🙂

  • mitor

    Buon giorno ho trovato il blog cercando proprio notizie su Opera .

    Apprezzo le sue considerazioni 🙂 e spero che con un intenso lavoro Opera possa migliorare sul desktop anche se i spiace per il congedo dei vecchi sviluppatori.

    Sul mobile posso permettermi da “ignorante” da chiederle se lei considera opera mobile con webkit una beta???

    A me piaceva la vecchia versione, quella nuova ha un sacco di funzioni in meno (non è certo il tasto esci invocato sul web il problema che poi cmq c’è ) ma sono scritte nel menù senza poterle cambiare quindi sono in programma di abilitazione.

    perchè farlo uscire dalla beta quindi se rimane poco più che una beta? per avere un riscontro di pubblico maggiore?? (pochi scaricavano opera beta).

    Sul cellulare è molto più pesante (quasi quanto chrome) ed occupa più memoria, sembra un comune browser mobile webkit con l’interfaccia opera 🙁 e lo zoom perfetto e la modalità singola colonna tipiche di opera sono per ora sparite.

    per ora sono passato a dophin (firefox mobile crasha e chrome.. è appunto pesante)

    Secondo lei Opera come spero sopravviverà o diventerà un interfaccia per un altro chromium browser?

    Buona giornata

    • Ciao mitor,

      opera mobile con webkit ormai non è più in beta, ma è stabile e rispecchia la decisione della casa norvegese di passare definitivamente a questo engine.

      Ti dico la verità, piaceva molto (di più) anche a me la vecchia versione. Quella nuova sembra poco di più di uno dei tanti browser per android. Ha perso in usabilità, in prestazioni ed in stabilità.
      Concordo dunque con te su tutte le riflessioni che hai fatto.

      Quanto alla sopravvivenza di Opera: se saprà mantenere quelle che erano le sue caratteristiche principali (facilità d’uso, prestazioni, funzionalità native) potrà sopravvivere e, anzi, potrà aumentare la propria quota di mercato. Altrimenti sarà destinata a finire nell’ancor più anonimo mercato dei chromium browser. Un po’ come era il mercato dei browser sviluppati su IE quali avant browser e compagnia bella.

  • mitor

    Grazie della risposta Sig. Rutili.

    Ho avuto modo di vedere che Opera ha dovuto rimettere presto con la versione mobile classic per non scontentare troppo gli utenti.

    Concordo con lei in toto, spero che l’esperienza e la scottatura con opera mobile per android possa far riflettere opera e che magari con il passaggio a blink dove i programmatori potranno slegarsi dalle regole webkit riescano a far rinascere opera come il sempre leggero, affidabile e innovativo browser.. altrimenti.. sarà un bel ricordo come lo fu netscape seppur per ragioni diverse.

    Buona giornata.

    • Per fortuna Opera si è resa conto del disastro che aveva combinato, a livello di UI e di performance, con Webkit nella versione mobile.
      Certo la nuova speed dial, unitamente ad alcune particolari funzionalità introdotte con la nuova versione, era carina, però la pesantezza e l’instabilità del browser, con Webkit, mi avevano portato a diminuirle, progressivamente, l’uso quotidiano.

      Quanto al parallelismo con Netscape (o altri browser tipo il recente Konqueror) il rischio c’è, inutile negarlo.
      Non resta che aspettare, vedere e prendere atto dei cambiamenti. E, semmai, alzare un po’ la voce 🙂